Lo studio vanta notevole esperienza nel campo del consolidamento statico di immobili in dissesto.
I dissesti, nel caso di costruzioni con struttura in
muratura, possono derivare da estrema fatiscenza dei muri
portanti: senescenza, uso di materiali inappropriati o
scadenti, costruzione eseguita non a regola d'arte, o
semplicemente a causa di cedimenti fondazionali.
Si dovrà evitare l'uso di
materiali non appropriati, per esempio placcaggi di murature con lastre
in cemento
armato, tanto usate negli anni passati, ma che hanno dato
risultati controproducenti. Così è da evitare, per
quanto
possibile, in genere, l'uso del calcestruzzo.
Si utilizzeranno tiranti
in acciaio, o meglio in resina, le tecniche del cuci e scuci e dei
cordoli in muratura.
Per quanto riguarda i dissesti delle costruzioni in cemento armato, si
dovrà controllare, mediante opportuni
sondaggi, il grado di
carbonatazione raggiunto dagli elementi in calcestruzzo e
l'ossidazione dell'acciaio.
A seconda delle situazioni si
interverrà in modo opportuno: cerchiaggio di pilastri e travi,
inserimento di strutture
in acciaio, o semplicemente riattazione delle
strutture esistenti.
Una considerazione a parte merita il caso di cedimenti fondazionali.
Anche in questo caso, si dovrà analizzare,
tramite indagini
geologiche la causa e la gravità della situazione. Gli
interventi possono spaziare dal semplice dre-
naggio dell'acqua, o alle iniezioni di cemento o di
resina, o alle costruzione di sottofondazioni su pali o micropali.
E' poi importante, nel caso di uso di pali o micropali, la loro messa
in tensione con l'uso di martinetti.
Ciò per evitare
ulteriori cedimenti delle fondazioni dopo gli interventi di
consolidamento.
Dove è necessario, si procederà all'adeguamento antisismico:
cambio di destinazione d'uso, costruzione di piani
intermedi e
sovraelevazioni. Si dovrà studiare l'intervento più
opportuno: rinforzo delle vecchie strutture, uso di
nuove strutture in
acciaio o cemento armato, oppure l'uso di isolatori sismici





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